Impianto Dentale

L’impianto dentale, funzionalmente ed esteticamente, si comporta come un dente naturale.
Sostituisce una radice mancante, evitando di limare i denti vicini, preserva l’osso circostante ed è di facile igiene domiciliare.

Che tipo di impianto dentale mi serve?

tradizionale

Impianto Dentale tradizionale:
È la sostituzione dei denti mancanti o non più recuperabili, mediante l’inserimento nell’osso di radici artificiali, costituite da viti in titanio biocompatibili di differente morfologia, lunghezza e diametro, tramite intervento chirurgico, in anestesia locale.
Grazie alle più avanzate tecniche e ai materiali più sofisticati oggi disponibili è possibile posizionare gli impianti anche dove le infezioni o il tempo hanno fatto riassorbire l’osso offrendo, nella quasi totalità dei casi, una dentatura fissa con un’ottima resa estetica.
Nella maggior parte dei casi l’inserimento dell’impianto avviene immediatamente dopo l’estrazione dentaria (impianto post estrattivo).

All on Four

Impianto Dentale All on four è indicato per:

●    pazienti con almeno un’arcata superiore o inferiore priva di denti
●    persone affette da una grave forma di patologia parodontale che necessitano di estrazioni e riabilitazione totale protesica 
●    soggetti con una scarsa ossatura dentale che non è sufficiente per realizzare protesi su impianti con le tecniche tradizionali

All on four prevede l’inserimento di quattro impianti, dai quali ne deriva appunto il nome, che vengono installati lungo il perimetro della gengiva, in punti strategici della bocca. Al di sopra di questi viene applicata una protesi fissa, che riprende fedelmente le misure e le dimensioni dell’arcata dentale originaria. 

Con la tecnica All on four l’odontoiatra evita di montare l’arcata dente per dente come avviene negli interventi tradizionali, ma procede in una unica seduta a ripristinare l’assetto dei denti originario del singolo paziente.  Non solo, la metodica innovativa dà la possibilità di ripristinare le funzionalità della bocca con una resa ottimale a lunga scadenza, migliorando la qualità della vita.

Impianti dentali: Quando servono?

Gli impianti dentali si possono usare nei casi di edentulia totale (mancanza di tutti i denti) o parziale (mancanza di alcuni denti).

Un dente impiantato è costituito da 3 parti:

  • Corona, che è la parte protesica visibile in bocca;
  • Moncone, che si deve posizionare sull’impianto per supportare la corona;
  • Impianto, cioè la radice artificiale che si posiziona nell’osso.

Obiettivo

L’obiettivo degli impianti è quello di:

  • stabilizzare una protesi totale del paziente con 2 o 4 impianti;
  • sostituire una protesi mobile con una protesi fissa con 4/6 impianti, tipo Toronto o circolare fisso in ceramica su impianti;
  • sostituire uno o più denti persi per estrazione;
    sostituire un’intera arcata con 4/6 impianti a carico immediato tipo “Columbus Bridge“.

L’inserimento degli impianti avviene tramite intervento chirurgico e, quando l’immagine radiografica 3D lo consente, il chirurgo effettua l’inserzione della vite nell’osso per via trans-mucosa, senza la necessità di ampie incisioni alla gengiva e successivi punti di sutura.

Non ci sono limiti di età per l’implantologia, se sono presenti buone condizioni di salute generale. Unico limite è la crescita completa del paziente.

Vantaggi e durata

Non è possibile alcun rigetto di un impianto, grazie alla sua assoluta biocompatibilità, ma è possibile la non integrazione ossea dell’impianto, oppure la perdita d’integrazione e quindi la sua mobilità.
In condizioni ideali dell’osso non c’è limite alla durata degli impianti, quando le condizioni di igiene sono adeguate.
L’impianto dentale funzionalmente ed esteticamente si comporta come un dente naturale.

Intervento a carico immediato o Differito

L’intervento di implantologia è a carico immediato, o a carico differito a seconda del momento in cui viene applicata la protesi: nel primo caso la protesi viene fissata in 24 – 48 ore dall’operazione; nel secondo la protesi dentaria può essere “caricata” sull’impianto dopo 3 mesi dall’operazione.

Quando si parla di implantologia a carico immediato e carico differito si intendono due diverse pratiche implantologiche, utilizzate in Odontoiatria: la differenza tra le due metodologie è riferita soltanto ai tempi di realizzazione dell’intervento.

Nel caso di carico differito il medico, per poter applicare la protesi dopo aver inserito all’interno delle ossa mandibolari o mascellari del paziente gli impianti, lascia passare necessariamente un periodo di tempo variabile di 3-4 mesi.

a carico immediato

Con l’implantologia dentale a carico immediato, invece, l’inserimento degli impianti e l’applicazione delle protesi avviene nel corso di un’unica seduta chirurgica.  La scelta della metodica più adatta avviene in funzione delle condizioni cliniche del singolo paziente: viene valutata la condizione delle strutture ossee e gengivali, oltre che la situazione generale di salute. Nel caso di implantologia a carico immediato la protesi provvisoria viene posizionata e avvitata sull’impianto, senza attendere i 3-4 mesi di osteointegrazione completa, necessari per altre tecniche di implantologia.

Questo è reso possibile anche grazie all’utilizzo di impianti in titanio nella implantologia a carico immediato che hanno come caratteristica principale quella di essere biocompatibili e di evitare che ci siano fenomeni di autodifesa dell’organismo, come le infezioni, le infiammazioni o il rigetto.

Impianto Computer Guidato

L’implantologia computer guidata (o assistita) permette di simulare al computer l’intervento di inserimento degli impianti. Si può ottenere così, un’elaborazione virtuale della zona dove saranno inseriti gli impianti e determinare la loro posizione e inclinazione. Questa tecnica permette anche di velocizzare e rendere più sicure e precise le diagnosi e i trattamenti implantologici.

Impianto Dentale Flapless

La tecnica di implantologia transmucosa (flapless) permette l’inserimento di un impianto dentale senza l’apertura del lembo gengivale, ossia senza provocare una ferita chirurgica e per questo è considerata meno invasiva.  A differenza dell’implantologia tradizionale, che prevede una prima seduta, in cui viene aperto un lembo gengivale ed inserito l’impianto, e una seconda, in cui viene riaperta la gengiva e applicata la protesi; con limplantologia transmucosa invece, viene effettuato un foro circolare sulla gengiva e nel corso della stessa seduta viene inserito l’impianto.

Rigenerazione Ossea Guidata GBR

La rigenerazione ossea guidata (GBR) è una tecnica chirurgica che prevede l’utilizzo di membrane in associazione o meno a materiali di riempimento, al fine di ricreare un’adeguata rigenerazione del tessuto osseo mancante per poter poi inserire impianti endo-ossei non solo in un adeguato volume osseo che circondi completamente tutta la superficie implantare, ma anche in una posizione ottimale per la successiva riabilitazione protesica.

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